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Introduzione Allo Yoga

Letteralmente, Yoga significa: Unione. La parola è dedotta dalla radice Sanskrita "Yuj", che significa unire o congiungere. Lo Yoga, in se stesso è un concetto molto ampio, che comprende pressocché ogni aspetto della vita umana. Basato sui risultati finali, lo Yoga può servire per molti scopi. Alcuni degni di essere menzionati sono:
- Capire la vera natura dell'Essere; - Integrare i diversi livelli dell'esistenza umana (conosciuti come Corpo, Mente ed Essere o Spirito); - Rimuovere l'illusione sul mondo materiale; Collocare se stesso nella Pura Coscienza; - Essere introdotto alla propria vera Identità; - Portare la mente sotto il controllo del libero arbitrio; - Unire la propria coscienza con la Coscienza Universale; - Portare equilibrio tra mondo esterno (mondo materiale) e mondo interno (mondo spirituale); - Districare il mistero dell'Universo…

Ogni essere umano a livello individuale è unico e porta con sè le proprie virtù e caratteristiche, attraverso le quali egli vede ed interagisce col mondo. Alcuni individui hanno un'attitudine che gli permette capire questo Universo attraverso ricerche intellettuali. Altri hanno una intensa natura emotiva per vivere nel mondo. Ci sono alcuni di tipo audace che sono pronti ad immergersi in situazioni profondamente averse per scoprire la verità che sta dietro a questo Universo meraviglioso. Ma lo scopo unanime è quello di connettersi con la "Realtà", e muoversi in un percorso che gli permetta trovare l'unione, o Yoga, con la "Verità Assoluta."

La filosofia dello Yoga si originò in India durante il periodo Vedico. Saggi indiani, i Rishis, si sottoposero a pratiche rigide, seguendo intensa penitenza ed austerità. Essi cercarono di studiare la "Natura", i suoi misteri e le leggi che la regolano ed esplicitarono tutte quelle esperienze in forma di testi Vedici. Di questi testi Vedici, importanti sono: Quattro Vedas principali, Quattro Sub-Vedas e Diciotto autentici Upanishads. Questi testi coprono ogni aspetto della vita in questo Universo; l'interdipendenza della vita e natura; nascita e morte; teoria della rinascita ed i principi del karma ecc. ecc.

Mente: Virtù & Caratteristiche

Penso che anche un comune essere umano accetti che nel suo intero essere esiste un corpo sottile, ed il suo corpo fisico. Le esperienze quotidiane nello stato di sogno nel momento di sonno, sono una testimonianza dell'esistenza di tale corpo sottile. Questo "Tattwa" (o principio o elemento) è chiamato "Mente". Naturalmente, la costituzione dell'intero corpo sottile si compone anche di altri elementi, oltre a questa Mente. La Mente, però, è la parte più attiva di questo corpo sottile. Per un principiante è facile capire che il nostro essere intero ha tre livelli: (i) Un corpo fisico (ii) la Mente (iii) l'Anima (o Spirito o Coscienza Pura). La Mente e l'Anima creano insieme il corpo sottile. A volte è meglio dire che un essere umano esiste con un (i) Corpo Esterno e (ii) Corpo Interno. Il corpo fisico costituisce il corpo esterno ed è apparentemente responsabile per l'interazione con il mondo esterno (mondo materiale). Similmente la Mente ha il proprio mondo interno con cui interagire. La "Mente" è unica nel senso che interagisce con ambo i mondi: (i) Con il Mondo Esterno attraverso cinque sensi sottili, e (ii) Con il Mondo Interno attraverso I sensi interni (noti come Sensi Divini).

Nei comuni esseri umani, la "Mente" è solitamente orientata esternamente ed interagisce solamente con il mondo esterno. L'Universo (Cosmo intero), una Creazione della Natura, sta sempre cambiando ad ogni istante. Perciò, la Mente trova che è molto difficile riposare ed è costretta a continuare a muoversi per trovare un stato pacato ed equilibrato; questo è il problema dell'umanità che e conduce ai dolori, alle sofferenze ecc. Per trovare un miglior inquadramento di un oggetto sempre in muovimento o che cambia continuamente, l'osservatore deve avere una posizione stabile e calma. Ad un osservatore sempre in movimento, gli rimane molto difficile studiare la realtà di un altro fenomeno che cambia. Questo è precisamente quello che accade con la povera "Mente".

Mente è la chiave dove giace ogni vera domanda e dove tutte le risposte possono essere accessibili. Infatti il successo della vita umana è legato alla conoscenza dei misteri della Mente. Il corpo fisico, in se stesso, è completamente inerte, non può fare niente da sè, deve essere spinto dalla Mente. Il corpo fisico funziona come strumento di lavoro nelle mani della Mente. Se la Mente si stacca dal corpo fisico, questo stato è chiamato morte del corpo fisico.

I Testi Vedici presentano dettagliati chiarimenti sulla natura del "Corpo-Mente". Alcuni Upanishads (una classe di testi Vedici) indicano che il corpo sottile è formato dalla Mente come un principio attivo, al lato dell'Anima (o Spirito). Mentre alcuni altri Upanishads segnalano che il corpo sottile è formato da quattro elementi: La Mente, l'Intelletto, Chitta (come deposito dei ricordi o memoria) ed Ego [in Sanskrito rispettivamente: Mann, Buddhi, Chitta ed Ahmkara]. Questo approccio serve per rendere il concetto più facile da comprendere. Però qualsiasi concetto noi applichiamo, la modalità con cui lavora ed il risultato finale del corpo sottile, non cambia.

Nella conoscenza assoluta, tutto il gioco consiste d'energia. Anche la scienza moderna ha cominciato ad accettare che il corpo fisico non è nient'altro che una forma di energia imbottigliata, sempre alla ricerca di un modo per liberarsi. L'energia fisica, in natura, riveste forme diverse come l'energia elettrica, l'energia idraulica, l'energia termale, l'energia meccanica, l'energia magnetica, ecc. Similmente la Mente può essere concepita come una pozza d'energia molto molto fine, all'interno del corpo sottile, che può cambiare la sua forma per compiere funzioni diverse.

Le quattro aree di attività, che formano parte del "Corpo-Mente" sono:

(i) Manan o Sankalp-Vikalp (Pensiero)
(ii) Chintan (Analisi ed Introspezione)
(iii) Smaran (Sviluppo e Richiamo della memoria)
(iv) Ahamkara o Ego (Esecuzione)

Facciamo ora una breve spiegazione circa le quattro aree di attività sopra menzionate e come lavora il "Corpo-Mente":

(i) Manan o Sankalp-Vikalp o Pensiero: In questa parte del "Corpo-Mente", l'elemento in se stesso è chiamato normalmente "Mente". Perché? Perché il ruolo dominante del "Corpo-Mente" è il pensare, inoltre è causa dell'attivazione delle altre attività cioè Chintan, Smaran ed Ahamkara. Infatti, la maggior parte delle attività dei pensieri, è la conseguenza di uno spreco di energia senza dare risultati tangibili. La maggioranza delle persone normali rimangono a questo livello Sankalp-Vikalp, e vivono le loro vita ad un basso livello di "Energia Mentale", che è la causa degli stress nella vita quotidiana.

(ii) Chintan o Analisi e Introspezione: In quest'area il ruolo è quello di lavorare sul Sankalp-Vikalp (pensiero) cercando di trovare un'attività significativa e ragionevole che, eseguita attraverso il corpo fisico, può dare dei risultati utili. Questo elemento del "Corpo-Mente" si chiama "Intelletto" (Buddhi). Ricorda che l'Intelletto lavora sul Sankalp-Vikalp con l'aiuto di ricordi che sono immagazzinati nell'elemento "Chitta" del "Corpo-Mente". L'Intelletto cerca di trovare dei risultati significativi, ed usando la logica prepara le azioni pronte per essere eseguite attraverso il corpo fisico.

(iii) Smaran o Memoria: In quest'area il ruolo è quello di memorizzare qualunque cosa sia stata eseguita per la decisione del "Corpo-Mente" attraverso il corpo fisico, questo lavoro compiuto viene sempre immagazzinato in un elemento del "Corpo-Mente" noto come "Chitta". Chitta aiuta l'Intelletto a lavorare sul Sankalp-Vikalp e giungere ad una conclusione significativa. Inoltre "Chitta" è la causa della rinascita dell'Anima, secondo la filosofia del "Karma e Rinascita".

(iv) Ahamkara o Ego o Esecuzione: Questo elemento del "Corpo-Mente" può essere chiamato "Capo Esecutivo", "Ego". Una volta che l'Intelletto giunge ad una o più conclusioni, dopo avere lavorato sul Sankalp-Vikalp, il ruolo del Ahamkara o Ego è quello di passare all'esecuzione dell'azione, attraverso il corpo fisico.

Questa, in breve, è la descrizione di come il "Corpo-Mente" lavora nel corpo sottile di tutti gli esseri umani. Noi possiamo immaginare il "Corpo-Mente" come un grande pozzo di energia composto da quattro piccoli pozzi con specifici ruoli assegnati ad ognuno di loro, come spiegato sopra. È interessante notare che Sankalp-Vikalp e Chintan [ruolo (i) e (ii)] sono ruoli eseguibili solo in stato di veglia, mentre Smaran e Ahamkara sono attivi in tutti gli stati, compreso quello di sonno. Una volta che una persona entra in uno stato di sonno, la Mente e l'Intelletto cominciano a ritirarsi mentre la Memoria e l'Ego rimangono attivi. Questa è un'esperienza che si vive tutti i giorni.

È piuttosto comune osservare che un individuo normale abbia un'area predominante, fra le quattro menzionate sopra. Alcune persone sono orientate intellettualmente; mentre altre sono orientate all'azione. Queste caratteristiche che predominano, sono i risultati dei numerosi sforzi che loro hanno fatto, nelle loro vite precedenti. Il "Corpo-Mente" porta con sé tutte le caratteristiche e le virtù, dal momento della morte (del corpo fisico), alla prossima rinascita. Queste impressioni sottili registrate in "Chitta", sono chiamate "SAMSKARA". Questi Samskara sono responsabili di mostrare in un bambino la sua inclinazione per una specifica area di lavoro.

Percorso Dello Yoga

Ogni nascita umana è finalizzata al conoscere la verità o conoscere la realtà. I Saggi, Veggenti e Yoghi hanno fatto molte pratiche sui loro corpi per scoprire i modi di giungere alla verità e svilupparono diversi percorsi per raggiungere l'Ultima Meta. Scoprirono che ogni individuo è unico con le sue caratteristiche e le sue virtù e quindi, deve seguire un percorso diverso per giungere alla meta. I Guru devono osservare molto da vicino un ricercatore per scoprire quali caratteristiche e virtù sono predominanti in lui/lei. Solamente così potranno decidere quale percorso è più appropriato per lui/lei al fine di poterlo seguire agevolmente senza molta lotta a livello mentale. Se non si procede in questo modo si sprecherà tempo, terminando con la frustrazione nei ricercatori. Allora, il miglior consiglio per un ricercatore è quello di discutere con un Guru onesto il percorso più idoneo per lui/lei seguire. E poi lui/lei deve, con tutto il cuore, abbandonarsi alla guida e consigli del Guru. Solamente allora, l'intera pratica diventa un viaggio divertente che conduce alle realizzazioni Ultime.

Secondo le letterature Vediche, i quattro percorsi possibili, per un ricercatore dello Yoga sono:

1. Jnan Yoga (Gyan Yoga) [Percorso della Conoscenza]:

Questo percorso è per un soggetto introspettivo, persona alla quale piace usare l'intelletto per analizzare e, discriminando, giungere ad una conclusione logica. Loro riflettono profondamente su questo mondo materiale e, con la loro Mente curiosa, si muovono per scoprire la verità in loro stessi. L'intera pratica di un Jnan Yoghi è basata su tre fondamenti:

SHRAVAN (Ascoltare), MANAN (Riflettere), NIDHIDHYASAN (Meditare)

Il ricercatore introspettivo ascolta degli insegnamenti scritturali, poi li esamina ed analizza. Finalmente medita sulla conoscenza ricevuta per giungere alla sua comprensione. Gradualmente lui/lei viene a capo dell'intero mistero della Realtà.

2. Bhakti Yoga [Percorso della Devozione]:

Questo percorso è per il tipo emotivo di persone che hanno una natura di bambino. Loro possono arrendersi facilmente, in conseguenza del loro amore profondo per qualcuno che loro sentono come il loro adorato. Il loro approccio è basato sull'aspetto della dualità. Essi credono fermamente che esiste un'entità poderosa dietro a questa Creazione. Lui (quell'identità) è molto buono, pieno di amore e premuroso. Il ricercatore si connette con questo potere attraverso una relazione emotiva. Questa relazione può essere di tipo Padre-figlio, Madre-figlio, Innamorato-adorata, Figlio-madre, Amici e così via. Importante è questa relazione e impetuoso amore con dedizione totale attraverso la Mente pura. Infatti, uno degli importanti significati del Bhakti è "Seva" (il Servizio). Così un devoto, seguace del Bhakti Yoga si dedica al servizio del suo Dio, il Signore.

Nel percorso spirituale, il più grande ostacolo è creato dal "Ahamkara", l'Ego. L'Ego, infatti, in un essere umano è il colmo dell'illusione. Identificare sé stessi con il corpo fisico, è Ego. Questa identificazione è la causa di tutte le sofferenze dell'umanità. Noi dobbiamo capire che il corpo fisico e la Mente, apparentemente, sembrano essere il potere proprio del loro lavoro e della loro esistenza. Ma il fatto è che la loro intera forza sta venendo dall'Anima (o Spirito o Coscienza Pura), presente in ogni essere umano. L'Anima è come il Sole. Il Sole non fa nient'altro che distribuire energia in forma di "Luce". Questa è la natura del Sole. Similmente, l'Anima non fa nient'altro che distribuire energia in forma di "Luce di Pura Coscienza". In questa luce, la Mente ed il corpo fisico diventano capaci di compiere lavori diversi, sia esso grossolano che sottile. Quando l'Anima percepisce che è "Lei, l'Anima" che agisce in noi attraverso il corpo, questo diventa la più grande illusione. Questo stato è chiamato anche "MAYA". Questa "Illusione o Maya" è la causa della schiavitù dell'Anima. Lo Yoga, infatti, è il percorso per rompere questa illusione negli esseri umani. L'Ego è un'ultima ostruzione molto potente che un ricercatore deve superare. Anche un'Anima altamente realizzata, ma che porta con se un fine fine strascico di Ego, nascosto da qualche parte, causerà la sua caduta. Quindi si consiglia a tutti i ricercatori, in qualsiasi percorso Yoga, che durante tutte le loro pratiche spirituali, parallelamente, devono fare sforzi per dissolvere il loro Ego, l'Illusione.

L'Ego non permette mai ad un uomo di inchinarsi, arrendersi, salutare altri esseri umani, anche dopo aver conosciuto la superiorità degl'altri. Per superare l'Ego, il percorso migliore da seguire è il Bhakti Yoga. Un mortale trova che è facile inchinarsi ad un'autorità elevata, come Dio. Ecco perché il Bhakti Yoga è altamente raccomandato per persone egocentriche. Per certo, si consiglia che, qualsiasi percorso del Yoga si sceglie di seguire, si deve tenere un sottofondo del Bhakti Yoga. Altrimenti, anche un elevato Jnan Yoghi o Raj Yoghi è sempre soggetto a cadere, a causa del prorpio Ego. Ecco perché, il Bhakti Yoga è considerato al disopra di tutti i percorsi del Yoga.

3. Karma Yoga [Percorso dell'Azione]:

Questo percorso è appropriato per quelli che sono orientati verso l'azione. Essi hanno molti desideri da realizzare in questo mondo materiale e si dilettano a lavorare nel mondo materiale. Ma, simultaneamente, loro sentono un vuoto, come se qualche cosa gli stesse mancando. Questo è semplicemente un impulso, un desiderio spirituale di conoscere la realtà di questo mondo materiale.

Il Signore Krishna consiglia nel Srimad Bhagvat Gita: "Lavorare nel mondo materiale non è male se non ti crea nessuna schiavitù. Per questo, lavora nel mondo materiale senza attaccamento della tua "Mente". Ma la domanda è: Come tenere la Mente staccata dal mondo materiale? Il Signore Krishna offre una soluzione molto semplice: "Tu offri tutti i risultati (i frutti) delle tue azioni a Me e poi godi quello che ti offre il mondo materiale". Questa soluzione sembra essere molto semplice, ma addestrare la Mente su questa linea ha bisogno d'intensa pratica. Il Signore Krishna consiglia di nuovo: "È vero che questa pratica non è così facile. Ma, con perseveranza, sviluppando un poco di distacco, usando il libero arbitrio (la forza di volontà), il percorso diventa facile. La perseveranza è la chiave". Questo percorso suggerito dal Signore Krishna è anche noto come "NISKAM KARMA YOGA" o "Percorso dell'Azione senza desideri". Qualsiasi azione fatta senza essere legata ala Mente è chiamata "NISKAM KARMA YOGA" o "Percorso dell'Azione senza desideri".

4. Raj Yoga [Percorso del Potere della Mente o Forza di Volontà]:

Questo è l'unico percorso pratico dello Yoga. Il Raj Yoga usa il corpo fisico come uno strumento iniziale, applicando il "Potere della Mente". Il Gyan Yoga, il Bhakti Yoga e il Karma Yoga possono essere descritte più come branche contemplative o percorsi teoretici dello Yoga. Non sono necessari specifici requisiti, come posizioni, a livello di corpo fisico. Chiaramente, lo scopo finale è quello di addestrare l'oscillante Mente. Questi tre percorsi dello Yoga sono dei processi che prendono molto tempo, ma sono liberi da ogni rischio. Nel caso del Raj Yoga, si segue una strategia frontale per addestrare la Mente. Il potere della mente è usato per addestrare la Mente. Perciò, questo percorso è appropriato per forte forza di volontà, persone senza paura, che possono morire per giungere alla "Realtà."

Il Raj Yoga è l'unica forma di Yoga pratica che comincia con il corpo fisico come la sua base. Gradualmente, il pratiante entra nel mondo sottile (mondo interno) ed approccia l'"Ultima Realtà". In questo processo (tragitto), sono liberate molte energie psichiche. Prana e Mente e la loro inter-relazione sono la chiave per arrivare alla destinazione finale. In Raj Yoga si ha bisongo di un alto livello di Autodisciplina perchè questo è un percorso pieno di conseguenze fatali se non è seguito propriamente. La ragione è: Molti poteri psichici sono liberati nel ricercatore che possono essere usati per qualsiasi scopo, che va da questo mondo materiale su fino alla Pura Coscienza. È una trappola. Il praticante deve muoversi con molta cautela evitando queste trappole. Si deve seguire un mantra:

"Mantenere una Condizione Mentale Senza Desideri"

Tale elevata precauzione e disciplina è necessaria fino ad un certo livello di progresso. Dopo di che il praticante può rilassarsi. Ma rilassarsi non vuole dire avere desideri per questo mondo. Il fatto è che dal momento in cui il praticante raggiungono un certo livello di progresso, il suo desiderio materiale (mondano) naturalmente si affievolisce. Lui/lei porta dentro si sè solamente desideri puri, anche per il benessere del mondo. La domanda è: Che cosa trovano i praticanti? "ANAND" o "Beatitudine Perpetua". Nessun godimento materiale o felicità mondana può uguagliare questo "Anand" che si manifesta nel momento della realizzazione dell'"Ultima Verità". Questo stato è anche chiamato "STATO DI SAMADHI".

Si dice comunemente che questo Cosmo è fatto dalla "Natura". Domanda è: Quale è la "Natura"? Il Vedanta dice: "La Creazione è un risultato di 'Tre-Gunas' (tre caratteristiche primarie) che apparvero per primi, seguite dalla Creazione intera". Questi Tre-Gunas combinandosi insieme in modi diversi sono detti "Natura". In parole semplici, quando noi diciamo "Natura", si intende queste tre caratteristiche primarie variatamente combinate tra loro.

Le tre caratteristiche primarie, in breve, sono:

  1. SAT: Questa è la caratteristica che ha il potere dell'illuminazione, della purezza, delle caratteristiche positive e delle virtù. Le virtù della bontà, della compassione e dell'amore sono risultati del Sat.

  2. RAJ: Questa caratteristica porta potere d'azione. Senza "Raj" nulla si muoverebbe in questo Cosmo. Tutte le azioni sono i risultati del Raj.

  3. TAM: Questa caratteristica dà inerzia ad ogni elemento. L'ignoranza o l'assenza di conoscenza proviene dal Tam. Le sue qualità sono esattamente opposte al Sat, porta l'oscurità.

Negli esseri umani, il Sat è rappresentato dall'Intelletto, Raj dalla Mente e Tam dal corpo fisico. Se il corpo fisico sembra stia muovendosi, è a causa della Mente che porta il Raj. Solamente un Intelletto evoluto porta purezza in un uomo. Se un essere umano identifica se stesso con il corpo fisico, vuole dire che è dominato da Tam, perché identificare se stesso con il corpo fisico è una grande inconsapevolezza.

Noi dobbiamo capire chiaramente che ogni individuo porta con sè questi tre Gunas. Questo è vero sia per una persona mondana che per un Santo. La differenza sta in che Guna sta dominando.

Con quanto spiegato sopra, è piuttosto facile afferrare che "Raj" crea il potere di azione in tutti gli esseri umani. Così noi possiamo concludere: La Mente è la centrale elettrica di ogni energia attiva.

Perché? Il nome di "Raj Yoga": In questo percorso del Yoga, il potere della Mente è utilizzato direttamente, ed applicato praticamente per giungere alla "Verità" che dà il nome a questo percorso: RAJ YOGA.

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Yoga Sutra di Patanjali

Rishi Patanjali fu il primo Raj Yoghi che raccolse le esperienze e la metodologia per il Raj Yoga in un testo che chiamò "Asthang Raj Yoga" o "Le Otto Membra dello Yoga". In breve esse sono:

1- YAM: Enuncia le cinque regole che guidano un ricercatore di Raj Yoga nel suo interagire con il mondo esterno. Le cinque regole sono: - Satya (Sincerità), - Ahimsa (Non Violenza), - Asteya (Non Rubare), - Aparigrah (Non Possedere), - Brahmcharya (Controllo dei Sensi)

2- NIYAM: Riassume le cinque regole per vivere nel mondo interno i.e. a livello Mentale. Esse sono: - Sauch (Purezza), - Santosh (Appagamento), - Tapas (Austerità), - Swadhyaya (Auto Studio), - Ishwar Pranidhan (Arrendersi a Dio)

Ricorda: Yam e Niyam sono le fondamenta del Raj Yoga. Infatti Yam e Niyam sono essenziali in ogni percorso dello Yoga. Senza una vita regolata nessun percorso di Yoga può ottenere successo. Si consiglia ai praticanti del Raj Yoga di seguire rigorosamente Yam Niyam mentre procedono ai prossimi passi.

3- AASAN: Sono delle posizioni fisiche praticate per controllare il corpo fisico. Questi sono come esercizi psicofisici eccellenti per avere una buona salute fisica e raggiungere la capacità di sedersi fermi come una pietra per un lungo periodo (di tempo). Questo aiuta la Mente a lasciare o liberarsi dal corpo fisico.

4- PRANAYAM: Nel corpo umano, respirare è la più sottile delle azioni che compie il corpo fisico. Con le pratiche di Pranayam, il praticante sviluppa controllo completo sulla respirazione. Prana è la più originale energia Cosmica e motivo di sopravvivenza del Cosmo intero. L'ossigeno è la semplice manifestazione fisica dell'energia Cosmica i.e. Prana. Così con le pratiche di Pranayam, il praticante si connette con l'energia Cosmica. Il Pranayam è come una pratica di respirazione fisiopsichica usata per il controllo totale sul movimento del Prana nel corpo fisico del praticante. Nel corpo umano, l'energia Cosmica ha il suo proprio pozzo in forma di energia Psichica. Questo stato è anche chiamato "Kundalini Shakti" (in senso spirituale). Questa energia psichica rimane inattiva negli esseri umani normali.

Il Pranayam aiuta a liberare l'energia psichica i.e. Kundalini Shakti. Questa energia psichica ha la capacità di creare qualsiasi cosa di questo mondo materiale. Domanda è: Come? Questa energia psichica non è null'altro che l'energia cosmica e tutto il mondo materiale è semplicemente una manifestazione fisica di questa energia Cosmica. Una volta che questa energia psichica è liberata, molti poteri mistici sono messi a disposizione del praticante. Questa è una trappola per i ricercatori. Loro devono evitarla e devono passare oltre.

Mentre si pratica le quattro membra suddette [da (i) a (iv)], i praticanti hanno ancora il collegamento con corpo fisico, ed attraverso il corpo fisico con il mondo esterno. Si ricordi che la nostra ultima destinazione è il mondo interno (o sottile).

5- PRATYAHAR Il significato letterale di questa parola Sanskrita è: Orientare i sensi verso l'interno (Introversione). Solo quando uno stacca la sua Mente dal mondo esterno (materiale), è possibile avanzare in qualsiasi percorso spirituale. Pratyahar si fa staccando la Mente dal mondo esterno, costringendola a muoversi nel mondo sottile (interno). La Mente è connessa in modo particolare al mondo esterno attraverso i cinque sensi sottili della conoscenza. Quindi, attraverso la pratica del Pratyahar, il praticante ritira i sensi sottili, e come risultato stacca la Mente dal mondo esterno.

Le ultime tre pratiche (Dharana, Dhyan Samadhi) sono riferite totalmente al mondo interno. Pratyahar fa da ponte tra i due gruppi di pratiche. Perciò, il praticante deve tentare di rimanere in Pratyahar (ritiro dei sensi) in ogni istante durante il suo periodo di Sadhana (Pratiche).

6- DHARANA (Concentrazione): La parola "Dharana" è dedotta dalla radice Sanskrita (Dharan), che significa portare, tenere. Una volta che la Mente è forzata verso l'interno, una serie di pensieri ed immagini cominciano ad apparire sul piano mentale. Il praticante deve calmare questa attività continua della Mente. Attraverso questa pratica, la Mente è costretta a mantenersi su un pensiero o un'immagine. Il Guru decide su quale oggetto sarà facile, per il discepolo, ritenere la sua Mente, partendo dalle caratteristiche e dalla natura propria del discepolo. Attraverso intense pratiche, la Mente incomincia a calmarsi e stare su una sola imagine o pensiero. Noi diciamo, la Mente incomincia a concentrarsi per un certo tempo. Così la Mente è portata con un certo ordine nel mondo interno.

7- DHYAN (Meditazione): Una volta che si è perfezionato il Dharana, il praticante cerca di mantenere la Mente su un certo pensiero o immagine per un periodo più lungo di tempo con un flusso costante e ininterrotto. Solamente c'è colui che vede (praticante), una scena (un pensiero o immagine) e l'atto del vedere (atto di osservare il pensiero o immagine). In questa condizione nulla esiste per la Mente, ad eccezione di queste tre condizioni. La Mente si dimentica completamente del suo corpo fisico. Una volta che questo stato è raggiunto, il praticante giunge allo stato di Dhyan (Meditazione). Il Dhyan è semplicemente una maturazione dal Dharana. In Dharana, il praticante spende energia mentale per portare la Mente in uno stato ragionevole di controllo o in concentrazione. Ma, il Dhyan è una pratica corroborante. Durante il Dhyan, il corpo del praticante è ricaricato con energia Cosmica.
Ricorda: Il Dhyan non è una cosa ottenuta per nostra volontà, ma semplicemente succede.

8- SAMADHI (Equanimity): Quando Dhyan (Meditazione) matura ad un alto livello, il praticante raggiunge un livello dove incomincia a perde la trinità (colui che vede, una scena, l'atto del vedere) e questa trinità si dissolve. Questo stato è noto come "SAMADHI". Letteralmente questa parola Sanskrita (Samadhi) è derivata da due radici: "Sam" che significa l'equanimità e "Dhi" che significa l'Intelletto. Samadhi è un stato il cui l'Intelletto trova un stato di equanimità in tutte le tappe della vita. Questo è il culmine delle pratiche di "Asthang Raj Yoga".

Nel mondo dei Yoghi, il Dharana, il Dhyan e il Samadhi sono indirizzati come "Samyam". Questo Samyam è riferito totalmente al mondo interno o sottile ed è una cosa di pura esperienza. Una volta che noi entriamo nel mondo sottile, tutte le cose del mondo fisico cominciano a scomparire, incluso le parole. Nello stato di Samadhi rimangono solamente le esperienze del mondo interno. Una volta che il praticante dal Samadhi ritorna al suo corpo fisico non porta con se i ricordi esatti delle sue esperienze che trova difficile esprimerle in parole. Ecco perché, gli Yoghi normalmente mantengono il silenzio su queste esperienze, per rimanere sempre in comunicazione con esse. Loro non vogliono perdere la beatitudine delle esperienze del Samadhi.

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